LA CAROVANA DELLA PREVENZIONE

Carovana della prevenzione: esami e screening gratuiti

Sosteniamo l’associazione Komen Italia in un progetto per la prevenzione e la
lotta dei tumori al seno, in zone economicamente più svantaggiate.

La pandemia ha compromesso la continuità della prevenzione dei tumori al seno e ginecologici, con il 35% di screening in meno, e della loro cura: si stima che nel 2021, delle 56 mila donne che affronteranno un cancro al seno in Italia, 3 mila arriveranno alla diagnosi in ritardo.

La prevenzione non può e non deve fermarsi. Per questo collaboriamo con Susan G. Komen Italia, organizzazione no profit attiva da più di 20 anni nella lotta e nella prevenzione del cancro al seno nel nostro paese, per offrire la possibilità a più di mille donne di sottoporsi a mammografie gratuite. La diagnosi precoce, spesso raggiunta tramite screening specifici per i tumori alla mammella, rimane l'unico strumento per avere maggiori probabilità di guarigione e cure meno invasive.

Camper de la Carovana della prevenzione in piazza a Catania

Le prime 10 tappe

Grazie al contributo del programma P&G per l’italia, abbiamo realizzato nel 2021 le prime 10 tappe della Carovana della Prevenzione, che hanno consentito di erogare circa 1.350 prestazioni gratuite. Un secondo tour con nuovi appuntamenti ha preso il via il 9 marzo 2022 a Roma e, oltre alla capitale, toccherà altri 10 comuni del centro sud Italia, isole comprese.

Mappa dell'Italia raffigurante le tappe della Carovana della prevenzione

Le tappe della carovana

Nel 2022 sosteniamo Komen Italia in queste città:

  • Lazio: Ladispoli e Cassino
  • Abruzzo: Teramo
  • Campania: Napoli
  • Basilicata: Potenza, Ferrandina (MT)
  • Puglia: Bari
  • Sicilia: Gravina (CT), Furci Siculo (ME)
  • Sardegna: Tonara (NU)

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Comunicati stampa

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Riparte “Insieme siamo piu’ forti” l’iniziativa a sostegno della “Carovana Della Prevenzione” di Komen Italia

Oltre 3000 delle 56mila donne con un tumore al seno hanno avuto, nello scorso anno, una diagnosi in ritardo: nel 2021 la pandemia ha infatti determinato una riduzione media del 35% negli screening, rivelando una situazione che coinvolge soprattutto le donne più svantaggiate che, in periodi di difficoltà come questo del post pandemia, dedicano meno attenzione alla propria salute.

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