Tre bambini inseriscono delle bottiglie di plastica all’interno di un contenitore per il riciclo.

Le materie plastiche sono materiali costituiti da molecole con una catena molto lunga, detta polimero. I polimeri possono essere puri oppure miscelati con additivi; i più comuni sono quelli derivati dal petrolio, ma ve ne sono anche altri derivati da fonti alternative.
Esistono diverse tipologie di plastica e, a seconda della tipologia di polimero, cambia anche lo smaltimento e l’eventuale riciclo.

Termoplastiche e thermoset

La classificazione principale viene fatta dividendo le plastiche in due categorie, a seconda del comportamento delle resine al calore: le termoplastiche e le termoindurenti. Le termoplastiche con il calore ritornano allo stato “plastico” e possono, quindi, essere rimodellate e tornare solide una volta raffreddate nuovamente. Le termoindurenti, invece, dopo il raffreddamento induriscono in modo irreversibile e non possono più essere fuse o rimodellate; infatti, i polimeri si reticolano creando un legame irreversibile: questo significa che non possono essere fuse e rimodellate. Le termoplastiche, per loro natura, possono essere riciclate, mentre le plastiche termoindurenti no; fortunatamente, l’80% della plastica utilizzata rientra nella prima categoria.

Le termoplastiche più comuni usate negli imballaggi

Le termoplastiche sono suddivise a loro volta in sottocategorie, definite sulla base della composizione chimica, cioè del polimero che le costituisce. Il polimero viene indicato sull’imballaggio da un numero inciso o stampato sul prodotto, circondato dal un simbolo a forma di triangolo composto da frecce.

Simbolo Tipologia di plastica Descrizione
PET (1) simbolo PET (1)
Polietilene tereftalato
Il polietilene tereftalato o polietilentereftalato fa parte della famiglia dei poliesteri. E’ una resina termoplastica che appartiene alla famiglia dei poliesteri e, per le sue caratteristiche di trasparenza, resistenza e barriera ai gas, è particolarmente adatta alla produzione di bottiglie per bevande gasate e vaschette. Viene spesso utilizzata anche per film, tubi, vaschette, blister, contenitori ed imballaggi, etichette.
HDPE(2) simbolo HDPE (2)
Polietilene ad alta densità
Il polietilene (PE) è il più semplice tra i polimeri sintetici ed è la più comune fra le materie plastiche; il polietilene ad alta densità è formato da catene lineari, che conferiscono una maggiore resistenza e rigidità. Viene spesso utilizzato per prodotti per igiene come saponi e detergenti, per giocattoli, tappi, tubi per il trasporto di acqua e gas naturale.
PVC (3) simbolo PVC (3)
Cloruro di polivinile
Il polivinilcloruro è il polimero derivante dalla polimerizzazione del cloruro di vinile. Viene impiegato principalmente per realizzare tubi per l’edilizia, serramenti, pavimenti vinilici, pellicole rigide e plastificate per imballaggi e dischi fotografici.
LDPE (4) simbolo LDPE (4)
Polietilene a bassa densità
Appartiene alla famiglia dei polietileni, cioè dei polimeri ricavati dalla polimerizzazione dell’etilene. È molto utilizzato in manufatti flessibili come film e pellicole (da cui derivano anche sacchetti e buste), utilizzati sia per l’imballaggio che in agricoltura.
PP (5) simbolo PP (5)
Polipropilene
È una delle plastiche più comuni sul mercato e ha trovato le sue più vaste applicazioni nella forma isotattica. E’ particolarmente resistente, per questo si ritrova in moltissimi oggetti di uso comune in plastica, come contenitori alimentari (scatole e tupperware), giocattoli e articoli per la casa.
PS (6) simbolo PS (6)
Polistirene
Detto anche polistirolo, è il polimero (termoplastico) dello stirene, conosciuto anche come Styrofoam. Viene utilizzato per realizzare un gran numero di manufatti, come stoviglie e bicchieri usa e getta, scatole per alimenti e imballaggi.
MIX (7) simbolo MIX (7)
Altre plastiche
Questa dicitura viene utilizzata per indicare i tipi di plastica per i quali non è stato previsto un codice di riciclo specifico o le loro combinazioni, come ad esempio una vaschetta composta da uno strato esterno di PET e uno interno di PE-LD. Esempi di polimeri utilizzati per produrre imballaggi per i quali non è stato definito un codice di riciclo specifico sono: Polimetilmetacrilato (PMMA), Policarbonato (PC), Acido polilattico (PLA).

P&G e la gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti è uno dei pilastri dell’impegno di P&G per lo sviluppo sostenibile. I fronti sui quali lavora sono la creazione di packaging sostenibili, il sostegno della raccolta differenziata, il progetto “Zero rifiuti in discarica” e la ricerca di soluzioni per il riciclo della plastica. Già dal 2010, P&G si è data l’obiettivo di azzerare i rifiuti di produzione e consumo conferiti in discarica da tutti gli stabilimenti produttivi; oggi nessuno degli stabilimenti smaltisce i rifiuti in discarica.

Per quanto riguarda l’utilizzo di plastica, l’impegno è quello a ridurre del 50% entro il 2030 l’uso di plastiche vergine derivata dal petrolio negli imballaggi e parallelamente di aumentare l’utilizzo di plastiche riciclate. Inoltre, P&G ha inventato una tecnologia che riporta il polipropilene usato allo stato puro e sta affiancando un consorzio nell’adozione di una tecnologia nell’ambito della raccolta differenziata.

Una bambina inserisce una bottiglietta all’interno del bidone per la raccolta differenziata della plastica.

Holy Grail e PureCycle: i progetti di P&G

Con Holy Grail, progetto premiato nel campo dell’innovazione del packaging sostenibile, P&G racconta l’impegno per risolvere il problema della separazione di prodotti e materiali dopo la raccolta, uno dei grandi limiti al riciclo. Il progetto, che prevede dal 2016 una coalizione di aziende sotto la guida della Ellene MacArthur Foundation, si è concentrato sull’utilizzo di tecnologie basate sui digital watermark. Grazie a questi sistemi, dei lettori ottici possono analizzare in frazioni di secondo le caratteristiche di ogni prodotto, garantendo una separazione e trattamento ottimali.

Insieme a PureCycle, invece, P&G ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria che separa colori, odori e contaminanti dai rifiuti di plastica, trasformandoli in polipropene riciclato ultra-puro. PureCycle, di fatto, riporta la plastica al suo stato originario, chiudendo perfettamente il cerchio. A dimostrare che le applicazioni sono molte, nel 2019 PureCycle Technologies ha annunciato di aver trasformato con successo la moquette di scarto della sua Feedstock Evaluation Unit in polipropilene ultra-puro grazie alla tecnologia PureCycle, inventata da Procter & Gamble. La possibilità di utilizzare questa tecnologia su scala industriale è una grande opportunità nell’ambito del riciclo.