6/12/2023

Empowerment femminile: cos'è e come supportarlo

L’empowerment femminile si riferisce al processo di emancipazione e autodeterminazione delle donne, che mira a dare loro più potere sulle proprie vite e nella società. Questo concetto è emerso negli anni ‘70 e ‘80 dai movimenti femministi che lottavano per i diritti delle donne e la parità di genere, ma ancora oggi sta evolvendo e si sta aggiornando, ricoprendo un ruolo centrale nel dibattito pubblico.

Una donna in piedi di fronte ad altre a rappresentare l’empowerment femminile in un contesto aziendale.

La storia dell'empowerment femminile

Il termine empowerment femminile è stato utilizzato per la prima volta durante la conferenza ONU di Nairobi nel 1985; già 10 anni prima, però, l’ONU aveva organizzato la prima Conferenza Mondiale sulle Donne, con l’intento di sottolineare l'importanza di aumentare la partecipazione femminile nella vita politica, sociale ed economica.

Negli anni '70 e '80 i movimenti femministi hanno portato avanti battaglie per ottenere maggiori diritti e opportunità, come il diritto di voto, la pari retribuzione sul lavoro, i diritti riproduttivi e leggi contro molestie sessuali e violenza domestica. Grazie a queste lotte, le donne hanno acquisito un maggiore controllo sulle proprie vite.

L'empowerment femminile nella società odierna

Sebbene molti progressi siano stati fatti dagli anni Novanta, le donne devono ancora affrontare molte disparità di genere, diverse in base al contesto geopolitico ed economico in cui vivono. Secondo le Nazioni Unite, nessun paese ha ancora raggiunto la completa parità di genere, anche se alcuni sono più vicini di altri.

L'empowerment femminile continua ad essere cruciale per superare ostacoli come la discriminazione sul posto di lavoro e la disparità salariale, o la scarsa rappresentanza in ruoli di leadership – inclusa quella politica. Anche le molestie e la violenza di genere sono, purtroppo, ancora una realtà estremamente concreta per tante donne nel mondo, come lo sono le discriminazioni date da bias culturali o da norme e leggi poco inclusive.

L’empowerment femminile in azienda: l’esempio di P&G

Le aziende possono svolgere un ruolo chiave nel promuovere l’emancipazione di genere, sia all'interno che all'esterno del posto di lavoro. Consapevole di poter fare la differenza, P&G si impegna da anni nella promozione della parità di genere e dell’empowerment femminile con iniziative e policy rivolte ai propri dipendenti, ma anche con eventi, formazioni e comunicazioni a beneficio della comunità.

In primis, opera internamente attraverso policy di gestione del personale eque ed inclusive, improntate sulle pari opportunità e i pari diritti, ma anche:

  • Assicurandosi che assunzioni e promozioni a ruoli di leadership siano basate sul merito e non siano influenzate da discriminazioni di genere (il 40% dei dipendenti globali di P&G sono donne e molte di queste sono in ruoli manageriali);
  • Offrendo condizioni di lavoro flessibili e congedi parentali equi per entrambi i genitori;
  • Garantendo parità di retribuzione, a prescindere dal genere;
  • Organizzando formazioni e sensibilizzazioni interne sulle tematiche dell’inclusività, come è stato per l’evento di Equality & Inclusion che si è tenuto nell’estate 2023 e che ha visto, tra le tematiche affrontate, anche quella delle differenze di genere.

"Ll’iniziativa di cui andiamo più fieri è la nostra policy di parental leave che offre un congedo di 8 settimane retribuito al 100% a tutti i neo-papà che ne vogliano usufruire.”

Francesca Sagramora, Vicepresidente HR P&G Italia

“Il congedo – continua Francesca Sagramora - è volto non solo ad offrire una esperienza che riteniamo unica ed irripetibile nella vita di una persona, ma anche ad accelerare una trasformazione culturale volta a ridefinire progressivamente nuovi equilibri all’interno delle responsabiitá familiari, con il coinvolgimento diretto della figura maschile nella cura della famiglia e della casa, a dispetto di molti stereotipi ancora esistenti circa i ruoli dell’uomo e della donna in ambito familiare.

Il 100% dei nostri colleghi hanno al momento usufruito del permesso e sono rientrati al lavoro arricchiti, con una sensibilità diversa nei confronti delle esigenze della genitorialità e quindi anche più disponibili e aperti verso le colleghe donne che affrontano una gravidanza.”

Anche esternamente, però, l’azienda dimostra il proprio supporto attraverso azioni concrete che abbiano un impatto reale sulla società. Sostiene, infatti, le imprenditrici e lavoratrici attraverso programmi di supporto alle startup e all’imprenditoria femminile, ma anche con programmi educativi e di formazione per ragazze e donne. Tra i progetti di cui si occupa P&G, per esempio, c’è Future Female Leaders, un evento di formazione organizzato dall’azienda e rivolto a tutte quelle ragazze che frequentano l’ultimo anno dell’università e che desiderano intraprendere una carriera in settori come vendite, logistica o IT – a prevalenza maschile: a 20 di loro viene data la possibilità di incontrare i manager P&G e di attivare una condivisione e uno scambio professionale che può anche portare a colloqui per la selezione del personale. Inspiring girls, invece, è un progetto rivolto alle ragazze più giovani, che frequentano le scuole medie: esso mira a incoraggiare le studentesse a perseguire i propri sogni e obiettivi tramite la narrazione di storie personali e professionali di altre donne.

Inoltre, un elemento non trascurabile è la comunicazione: sia P&G che i suoi brand si impegnano a sostegno dell’empowerment femminile attraverso campagne di comunicazione e pubblicitarie inclusive se non rivoluzionarie, e iniziative di supporto materiale e valoriale alla comunità in cui operano.