Il congedo parentale è il diritto a 10 mesi di astensione dal lavoro per dedicarsi alla cura dei figli nei loro primi anni di vita. Può essere richiesto sia dalla madre sia dal padre e se ne può fruire entro i 12 anni di vita del bambino.

L’art.32 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001 n° 151 attesta che ogni genitore che lavori come dipendente può usufruire di un totale di 6 mesi, anche frazionabili, nei primi 12 anni di vita del figlio. In ogni caso, sommando i periodi di astensione dal lavoro dei due genitori, non possono essere superati i 10 mesi totali.

Una bambina sorride con gioia insieme alla mamma

Chi può chiedere il congedo parentale?

Il congedo parentale spetta a qualsiasi genitore ne faccia richiesta, purché sia un lavoratore dipendente. Se dovesse cessare il rapporto di lavoro, con esso si conclude anche il congedo.

Se a richiedere il congedo parentale è la madre, questo consiste in un periodo di 6 mesi, continuativi oppure frazionati, aggiuntivi rispetto al periodo di astensione obbligatoria della maternità. Se la madre è l’unico genitore a chiedere il congedo, questo si estende fino a 10 mesi.

Se la richiesta giunge dal padre, questo ne ha diritto a partire dalla nascita del figlio per un periodo di 6 mesi continuativo o frazionato. Nel caso in cui il padre scelga di astenersi dal lavoro per un periodo, continuativo come no, di almeno 3 mesi, automaticamente il limite si estende fino a 7 mesi. In questo caso, i mesi totali di congedo parentale suddivisi nella coppia possono arrivare a 11.

Anche nel caso dell’adozione o dell’affido è possibile richiedere il congedo parentale, qualunque sia l’età del minore: esso può essere fruito nelle stesse modalità per 12 anni a partire dall’ingresso del bambino in famiglia, ma non oltre la sua maggiore età.

In caso di parto, adozione o affidamento di più di un bambino, il diritto al congedo parentale si applica con le stesse condizioni per ciascun figlio.

Dal 2015, infine, è prevista la possibilità per il lavoratore di chiedere (una sola volta) la trasformazione del contratto a tempo pieno in contratto part-time in sostituzione del congedo parentale.

Un papà di spalle tiene in braccio un neonato che sorride

La parità di genere e la policy ShareTheCare in P&G

P&G sostiene fermamente la parità di genere, per questo si impegna a promuoverla sfruttando la propria voce con comunicazioni e inserzioni pubblicitarie che spezzino gli stereotipi, attraverso programmi specifici portati avanti sulle marche del gruppo e creando un ambiente inclusivo e rispettoso per i dipendenti dell’azienda.

In quest’ottica si pone la policy #ShareTheCare per il congedo parentale: P&G crede che la cura della casa e della famiglia non riguardino un genere specifico, per questo offre pari opportunità a tutti i genitori, biologici e non, di dividere equamente la responsabilità dei figli.

Questo comporta una serie di benefici per i dipendenti, le loro famiglie e l’azienda stessa: facilita un legame più forte fra genitori e figlio, qualsiasi sia il genere del primo, e consolida relazioni di coppia più stabili e funzionali, anche grazie a una riduzione dei conflitti nati dalla suddivisione delle faccende domestiche. Dare la possibilità ad entrambi i genitori di dedicare più tempo alla famiglia migliora la salute fisica ed emotiva di tutti i membri della stessa. Inoltre, una politica aziendale che non fa distinzioni di genere nella cura dei figli e della casa crea una maggiore consapevolezza fra tutti i dipendenti e un’accresciuta uguaglianza che si estende ad ogni ambito, nonché un clima lavorativo sereno e inclusivo.

“La mia percezione dei ruoli di genere è cambiata e ho portato questo mio nuovo punto di vista sul posto di lavoro” racconta Paolo, uno degli impiegati di P&G che ha goduto del congedo parentale per prendersi cura della sua famiglia.

Come funziona il congedo parentale in P&G

Dal 2019 P&G offre ai padri un congedo parentale di 8 settimane retribuito al 100% dall’azienda. Questa è un’opportunità per i neo-papà di dedicarsi alla cura dei figli, condividendo con le mamme le responsabilità legate ai primi mesi di vita e ribilanciando i ruoli all’interno delle famiglie e nella società. La misura prevede un congedo della durata di 8 settimane consecutive da richiedersi nei primi 18 mesi dalla nascita o dall’adozione del bambino, contemporaneamente al congedo parentale previso dall’Inps e dopo i giorni di congedo obbligatorio per legge. Questa misura è valida anche nei casi in cui l’Inps non eroghi prestazioni, come ad esempio per coppie dello stesso sesso o madri che hanno già fruito del periodo retribuito dall’INPS al 30%.

Anche nel momento del rientro in ufficio, P&G ha previsto una forma di supporto con il programma "moms@work", che attraverso consulenza e formazione sulla gestione della genitorialità al lavoro, mira al reinserimento professionale dopo il congedo. Esistono anche diversi workshop dedicati ai dipendenti con figli piccoli o adolescenti oppure con genitori anziani, per aiutarli ad affrontare un momento della vita complesso parallelamente alla realtà lavorativa.