03/03/2026
Occupazione femminile: statistiche italiane, parità di genere e programmi di P&G
Nonostante ci sia stato un aumento di consapevolezza per quanto riguarda la condizione della donna nel mondo del lavoro, le statistiche non permettono ancora previsioni ottimistiche. La disoccupazione femminile resta alta e le difficoltà incontrate dalle donne negli ambienti lavorativi sono diverse, dalla maternità al raggiungimento di posizioni di leadership.

Le donne nel mondo del lavoro italiano
Secondo i dati dell’INPS nel Rendiconto di Genere 2025, nel 2024 il tasso di occupazione femminile in Italia si è attestato al 53,3%, rispetto al 71,1% degli uomini, evidenziando un divario di genere ancora marcato di circa 17,8 punti percentuali. Le donne rappresentano solo una parte delle nuove assunzioni e sono meno presenti nei contratti stabili: tra le assunzioni a tempo indeterminato appena il 36,7% sono donne.
I dati dell’INAPP sul 2024 confermano che il tasso di disoccupazione femminile è sceso al 7,4%, raggiungendo il livello più basso degli ultimi vent’anni, ma resta superiore a quello maschile e il tasso di occupazione femminile rimane nettamente inferiore a quello degli uomini (circa 70% per quest’ultimi).
Questi indicatori mostrano come, nonostante i segnali positivi di crescita occupazionale per le donne, il gap di genere nel mercato del lavoro italiano sia ancora significativo, con sfide strutturali legate alla stabilità lavorativa, alla partecipazione piena alla forza lavoro e alle opportunità di carriera.
Part-time forzato e precarietà lavorativa
Le lavoratrici si trovano spesso ad affrontare condizioni lavorative più fragili rispetto ai colleghi uomini:
- Il 61% delle donne ha dovuto accettare un part-time forzato.
- Solo un terzo delle donne occupate è riuscito ad ottenere un contratto a tempo indeterminato.
Queste dinamiche non solo limitano la stabilità economica delle donne, ma rappresentano una perdita di potenziale produttivo per l’intera economia.
Secondo uno studio McKinsey, se tutti i Paesi si comportassero come quelli con i migliori risultati per parità di genere, come Regno Unito, Germania e Giappone, il PIL mondiale potrebbe aumentare di 12 trilioni di USD nei prossimi 10 anni; in uno scenario di piena parità di genere, la crescita potrebbe raggiungere 28 trilioni di USD.

Cultura aziendale e parità di genere: l’approccio di P&G
Una cultura aziendale inclusiva e orientata alla parità di genere è un elemento chiave per rimuovere gli ostacoli al progresso professionale delle donne.
La cultura aziendale di Procter & Gamble presta molta attenzione a questi temi attraverso corsi e programmi dedicati:
- M.A.R.C. – (Men Advocating Real Change), per coinvolgere uomini e donne nel cambiamento culturale.
- Moms@Work e Dads@Work – incontri dedicati alla genitorialità e al mondo del lavoro.
- Lean In e Lead Her – programmi focalizzati sulla crescita della leadership femminile e sull’abbattimento dei pregiudizi nei contesti professionali.
P&G Italia partecipa inoltre all’iniziativa 4Weeks4Inclusion, in cui più di 280 aziende si alternano per quattro settimane con eventi dedicati ai temi della diversità e dell’inclusione.
Madri lavoratrici e congedi parentali
La presenza di figli continua ad avere un impatto significativo sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Secondo le statistiche Eurostat più recenti, in tutta l’Unione Europea (2024) il tasso di occupazione delle donne con figli è inferiore rispetto a quello delle donne senza figli: circa il 75,4% delle donne con figli tra i 25 e i 54 anni è occupato, contro l’80,2% delle donne senza figli nella stessa fascia d’età, con una differenza di quasi 5 punti percentuali legata alla presenza dei figli nel nucleo familiare.
Questa divergenza si riflette anche nelle forme di impiego: quasi un terzo (31,7%) delle donne occupate con figli lavora part-time, una quota molto più alta rispetto alle donne senza figli (19,1%) e agli uomini con figli (5,1%).
I dati confermano come la combinazione tra lavoro retribuito e responsabilità di cura familiare crei un divario occupazionale più marcato per le donne rispetto agli uomini, e che la presenza di figli resti uno dei principali fattori che influenzano negativamente la continuità lavorativa femminile.

Policy “Share the Care” di P&G
In P&G, ormai da diversi anni, i neo papà possono usufruire di un permesso di 8 settimane retribuito dall’Azienda per prendersi cura dei propri bambini. Questo congedo viene concesso in contemporanea con quello parentale previsto dall’INPS e prevede un’integrazione della retribuzione da parte di P&G del 100%.
Inoltre, quando una donna va in maternità, prima dell'inizio del congedo viene discusso con lei quale possa essere il ruolo più adatto al momento del suo rientro; spesso è lo stesso occupato fino a quel momento, ma il dialogo serve per evidenziare un’apertura nei confronti delle nuove esigenze di vita.
Un ulteriore strumento nelle mani dei genitori lavoratori sono le pratiche di “conciliazione vita-lavoro”. Ad esempio, P&G offre strumenti di flessibilità fruibili in modo personalizzato in base alle specifiche esigenze individuali, come ad esempio smart working, location free, part-time orizzontale o verticale, periodi sabbatici.
Imprese femminili e donne in ruoli dirigenziali
Nel 2024 in Italia sono attive circa 1,3 milioni di imprese femminili, pari al 22,2% del totale delle imprese, secondo Unioncamere. Si tratta di una componente strutturale del sistema produttivo nazionale, anche se prevalentemente composta da micro e piccole imprese, con maggiori difficoltà di accesso a capitale e crescita dimensionale.
Sul fronte della leadership aziendale, la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate ha raggiunto circa il 43%, grazie anche alla normativa sulle quote di genere. Tuttavia, il divario resta marcato nei ruoli esecutivi: le donne rappresentano circa il 18% degli executive e solo una quota intorno al 7% delle aziende italiane è guidata da una CEO donna.
Questi dati confermano che, nonostante i progressi, la piena parità nei livelli decisionali più alti è ancora lontana e richiede interventi strutturali a sostegno della leadership femminile.
Programmi P&G a sostegno delle donne imprenditrici e leader
Nel 2020, nel corso del Generation Equality forum di Parigi, P&G ha riaffermato l’impegno a spendere 10 miliardi di dollari entro il 2025 per sostenere imprese a conduzione femminile o gestite da donne.
Inoltre, in Italia, con il programma Future Female Leaders, P&G realizza eventi dedicati alle studentesse per sensibilizzare sulle opportunità che l’azienda offre in alcune divisioni, come quella Commerciale o di Information Technology, comunemente associate al genere maschile. All’interno di questo programma le ragazze possono interagire con donne leader e conoscere la realtà di P&G, allargando così i propri interessi e orizzonti.
Correlato a questo programma è l’impegno di P&G all’interno delle facoltà STEM. L’azienda, come molte altre, ha bisogno di donne che intraprendano una carriera STEM. Ad esempio, da qualche anno, la direzione degli stabilimenti di produzione P&G di Gattatico e Pomezia è tutta al femminile.

